Connors-Navratilova: l’ultima sfida dei sessi

Jimmy Connors e Martina Navratilova, Battle of Champions 1992

Oggi è una data particolare per chi ama gli aneddoti più curiosi della storia del tennis: il 25 settembre 1992.

Quel giorno, al Caesars Palace di Las Vegas, davanti a un pubblico delle grandi occasioni (oltre 13.800 spettatori), Jimmy Connors e Martina Navratilova si sono affrontati nella “Battle of Champions”, l’erede diretta della celebre “Battle of the Sexes” tra Billie Jean King e Bobby Riggs di quasi vent’anni prima.

Per rendere la sfida più equilibrata, le regole prevedevano handicap precisi: Connors aveva diritto a una sola battuta di servizio (niente seconda di sicurezza), mentre a Navratilova veniva concesso l’uso di mezzo corridoio del doppio in più per lato, per un campo più ampio su cui giocare.

Nonostante lo svantaggio, Connors ha dominato l’incontro, imponendosi con un netto 7-5, 6-2. Decisivi due doppi falli di Navratilova nei momenti chiave di entrambi i set, che hanno spezzato la resistenza della campionessa cecoslovacca naturalizzata americana.

Anni dopo, nella sua autobiografia, lo stesso Connors avrebbe rivelato un retroscena clamoroso: aveva scommesso un milione di dollari su se stesso, puntando su una vittoria in due set con non più di otto game persi. Bottino centrato alla perfezione.

Quella sera a Las Vegas resta, ancora oggi, l’ultima volta in cui un uomo e una donna di altissimo livello si sono sfidati in un match di tennis ad alta visibilità: un unicum nella storia di questo sport, tra curiosità, spettacolo e un pizzico di follia da vero show americano.


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