
Oggi si ricorda una di quelle finali che i veri appassionati non dimenticano: il 13 ottobre 2013, Masters 1000 di Shanghai.
Da una parte Novak Djokovic, campione in carica e reduce dal titolo di Pechino conquistato una settimana prima proprio contro Nadal. Dall’altra Juan Martín del Potro, tornato ai vertici dopo gli anni difficili segnati dai problemi al polso, in cerca del suo primo Masters 1000 e di un pass per le ATP Finals di Londra.
Il primo set sembra una formalità: Djokovic vola sul 5-0 e chiude 6-1 in appena 34 minuti. Ma Del Potro non ci sta, alza il livello dei suoi dritti e si prende il secondo set per 6-3, riaprendo tutto.
Il terzo è tensione pura. Sul 6-5 Djokovic si procura due match point, ma l’argentino se la cava con il suo marchio di fabbrica: un dritto devastante dopo l’altro. Si va al tie-break, dove Nole piazza un dritto vincente al termine di uno scambio da 24 colpi e allunga fino al 7-3. Finisce 6-1, 3-6, 7-6 dopo 2 ore e 32 minuti, con il pubblico in piedi per entrambi.
Per Djokovic fu il secondo titolo consecutivo a Shanghai, il quindicesimo Masters 1000 in carriera a soli 26 anni, il settimo trofeo di quella stagione e la ventesima vittoria di fila in Cina. Del Potro, pur battuto, uscì tra gli applausi, e il suo “è una brutta sconfitta, ma che partita” racconta bene lo spirito di quella serata.
E a proposito di Shanghai: proprio oggi, 13 ottobre 2026, il torneo è nel vivo con gli ottavi di finale. Chissà se tra qualche anno ricorderemo anche questa edizione con la stessa emozione!
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